Maxdivi nel Levante

In questa sezione del forum si può discutere, postare notizie e chiedere informazioni riguardo l'Europa centro-occidentale.

Maxdivi nel Levante

Messaggioda Maxdivi » 27/06/2019, 16:44

Dopo aver scorazzato per Paesi Baschi ( francesi e spagnoli ), Andalusia andando e tornando, aggiungendo l'Algarve portoghese e viaggi da minorenne ( bei tempi ) in Catalogna....e' giunto il momento ( piuttosto casuale a dir la verità ) di svernare di nuovo nella volgare, cementata, semiarida o lussureggiante penisola iberica nel Levante, oggi formalmente, nonchè politicalmente corretto per smaine federaliste, definito e noto volgarmente come Comunità Valenciana.

Più precisamente mi recherò nel suo capoluogo Valenza ( nota in lingua come Valencia, a capire perche' si usa non tradurla :mrgreen: ) e credo anche Alicante, capoluogo della Costa Blanca, stella del turismo franchista anni 60-70 che fu con bordate di inglesi giovinastri, nonchè tutta la mafia londinese che fu nella ex malfamata Benidorm, oggi meta un po' decaduta e più per famigliole e pensionati castigliani o aragonesi.

Vediamo che ne esce fuori: proverò nella sua semplicità di destinazione a farne un viaggio dedicato alla completa gastronomia del riso, sulla crescita rigogliosa degli aranceti, scoprire i peccati più nascosti dei Borgia, catalogare specie marine, magari fare i bagno coi tori in spiaggia ( Bous de mar a Denia, se riesco ), acchiappare pipistrelli allo stadio Mestalla, mettere zizzania tra agricoltori o i mercanti. :mrgreen:
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda geom.Calboni » 28/06/2019, 11:51

Stato, in tempi diversi, sia a Valencia :) che ad Alicante.
Alicante, sepppur più piccola e meno conosciuta, mi ha lasciato un piacevole ricordo.
Valencia è bella ed ha varie cose da vedere e visitare, c'è poi la spiaggia, una bella nightlife ma... non mi ha esaltato appieno.
"Stiamo attenti, siamo contenti, comportiamoci bene e mangiamo la semplicità".

Nella vita le cose serie, alla lunga, ti fregano. Gustiamoci le cose effimere che proprio in quanto tali non ti tradiscono mai.

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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda Jena Plissken » 29/06/2019, 15:52

Come dicevamo mi muoverei tra Valencia e Alicante, solo una zona è troppo per un periodo lungo ambedue non male ma non esaltanti a meno di essere 20/ 25 enni alle prime vacanza o patiti della sola nightlife o mare stanziale ;)
L' ho vista e abbiamo bevuto assieme della vodka russa, e lei aveva ed ha degli occhi che sono capaci di convertire alla fede un boia coreano

"La pista può essere ufficiale, nota e scontata oppure inedita e nuova, può portare a luoghi previsti o al nulla, può perdersi nel deserto oppure no, viene scelta, intuita creata"

il mio nuovo blog : http://jenaplissken.tumblr.com/
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda obe » 29/06/2019, 22:42

Io a Valencia ci sono stato l'anno scorso.
Se hai qualche domanda. Chiedi pure
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda Maxdivi » 02/07/2019, 2:09

Jena Plissken ha scritto:Come dicevamo mi muoverei tra Valencia e Alicante, solo una zona è troppo per un periodo lungo ambedue non male ma non esaltanti a meno di essere 20/ 25 enni alle prime vacanza o patiti della sola nightlife o mare stanziale ;)


L'alternativa era l'estate a casa :D :cry:
Tra le varie offerte Ryan o questa o mete che giudico improponibili d'estate ( soprattutto dopo un maggio piovoso qua ) tipo Manchester o altri angoli remoti scandinavi :mrgreen: o luoghi già visti tipo Parigi , Amburgo, Cipro, ecc..
L'idea era Israele ad ottobre ma le mille festività ebraiche fanno schizzare i prezzi.

Sono ottimista: è una città grande di mare, con porto, mercati e movimento. Sono i luoghi che mi piacciono.
Ho spezzato il soggiorno dedicando di più a Valencia. Credo che Alicante ci sia meno da vedere e da fare per dimensioni, che mi sembra meno cara del previsto forse perche' il pezzo forte erano gli Hogueres appena passati, i fuochi di San Giovanni , una sorta di Las Fallas estiva.

So che da Alicante c'e' un tram che si fa tutta la costa cementificata, se ne vale la pena, ma vedremo se avrò tempo.
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda Leia74 » 02/07/2019, 9:56

Maxdivi ha scritto:[
Tra le varie offerte Ryan o questa o mete che giudico improponibili d'estate ( soprattutto dopo un maggio piovoso qua ) tipo Manchester o altri angoli remoti scandinavi :mrgreen:


Vedi le differenze, io invece in Spagna d'estate manco morta, sto bene sui 25 gradi, quindi ad agosto dovremmo (ancora non abbiamo prenotato) andare proprio in Svezia, e l'alternativa era esattamente l'Inghilterra :mrgreen:
A proposito del nome italiano di Valencia, puo' essere che non venga usato per non confonderla con la Valenza nostrana?
Comunque buon viaggio!
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda Maxdivi » 02/07/2019, 21:48

Leia74 ha scritto:Vedi le differenze, io invece in Spagna d'estate manco morta, sto bene sui 25 gradi, quindi ad agosto dovremmo (ancora non abbiamo prenotato) andare proprio in Svezia, e l'alternativa era esattamente l'Inghilterra :mrgreen:
A proposito del nome italiano di Valencia, puo' essere che non venga usato per non confonderla con la Valenza nostrana?
Comunque buon viaggio!


La Svezia la vedo come Pietroburgo, bene a giugno con le giornate lunghe, il clima resta quello ed almeno ci sono gli svedesi che non se ne vanno in massa in qualche località del mediterraneo.

Inghilterra piu' o meno idem ( tantissimi in Portogallo ), insomma mi dispiace un po' visitare un paese quando metà o piu' del paese non c'e' :mrgreen: credo dia un immagine un po' diversa delle cose, ma è solo una mia opinione non so :) .

La cosa del nome Valencia è effettivamente buffa, abbiamo Vibo Valentia giù ed in effetti anche quello non è tradotto dal latino.
Non credo sia per questioni di omonimia visto che anche in Sicilia c'e' una Barcellona :mrgreen:
Da giovanissimo lessi il libro del Cid e l'epopea per la liberazione della città, mi rimase impressa la localizzazione italiana del nome che faceva il testo, Valenza/ Valenzia, ma comunque va detto che quella di tradurre le località è proprio una tradizione medievale e rinascimentale...tanto da creare anche cose strane o traslitterazioni strampalate :) .

Credo che tutto nasca dal piacere del gruppo "cia" e la sua pronuncia affascinante per molti italiani :D

http://www.treccani.it/enciclopedia/val ... aliana%29/

Comunque puoi andare in Spagna anche ad Agosto e trovare 25 gradi, potrebbero interessarti località come la Cantabria, le Asturie o qualcosa nei Paesi Baschi e in Galizia, dove pioggia e verde sono frequenti oltre ad ottime località naturalistiche ed affinità con i britannici-irlandesi non solo climatiche.
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda Leia74 » 03/07/2019, 9:51

Si' infatti se mai andremo in Spagna in estate sara' nel nord :-)
In Svezia dovremmo fare una settimana in un "ostello" nel mezzo del nulla, per fare foto naturalistiche e riposarci. Non credo che cambi molto da giugno ad agosto per quanto riguarda il numero di persone :mrgreen: Poi naturalmente visiteremo 2-3 giorni Stoccolma ma non avremo a che fare con gente del posto. Ma pensavo che i nordici fossero tutti tornati al lavoro ad agosto, mi risulta che le vacanze le facciano a giugno-luglio... (un mio amico finlandese per esempio e' in ferie ora). (Scusate l'OT)
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda Maxdivi » 16/07/2019, 15:59

Tornati ecco un resoconto:

Parte Prima

Il Levante, quindi la Comunità valenciana, viaggio improvvisato nel più vero senso della parola.
L'aeroporto di Valencia che ci accoglie rimanda a quello di Santander, saranno frequenti i ricicli ed i de ja vu vari in giro per la città, con pezzi che ricordano altri luoghi di Spagna, sia per piazze che palazzi, marciapiedi o per stazioni della metropolitana. Un senso di copia ed incolla mischiato che sinceramente non mi capita in Italia dove abbiamo una maggiore varietà di elementi urbani. Talvolta un angolo mi ricorda Malaga, un altro Santander, un altro San Sebastian e cosi' via. Questa cosa mi piace si e no.

La città è lettaralmente bersaglio dei turisti italiani e ciò è sia un bene che un male oltre che storica conseguenza.
E' un male poichè ci facciamo riconoscere ( molto meno che in passato ) e turisticizza il luogo, ma è un bene poichè favorisce l'integrazione europea e la comunicazione tra le persone, ci avvicina tutti. Del resto i rapporti di Valencia con l'Italia sono sempre stati stretti dai tempi della corona d'Aragona ed i suoi collegamenti con l'Italia, specie meridionale ma anche in Lombardia ulteriori possedimenti degli iberici.
Oltrettuto il turismo, soprattutto marittimo, arricchisce Valencia e la sua regione e quindi i suoi cittadini.

In particolare sembra esserci la tendenza piuttosto strana a prendere la città come meta per addii al celibato ed al nubilato, moda abbastanza diffusa per gli italiani. Nel viaggio ne vedremo tantissimi. A conti fatti non c'è nulla di particolare che possa portare a questa scelta se non i costi contenuti dei voli che portano appunto turisti in città. Gli altri sono famiglie coi figli attratti dalla Città delle Scienze.

Subito balza all'occhio il noto bilinguismo locale, il classico castigliano-spagnolo è affiancato dal valenzano, che tralasciando le politiche locali che vogliono elevarlo a lingua, non è altro che una variante del catalano. Del resto come il libro del Cid mi insegna furono gli eserciti catalani, al'epoca fusi con l'aragona, ad effettuare la conquista del regno moresco di valenza sottraendolo agli islamici.
Col classico motto <<levati tu che mi ci piazzo io>> :D i catalani si portarono appresso le famiglie e si impiantarono a Valencia scacciando gli arabi ed impossessandosi della proprietà. Famiglie nobiliari come i Borgia acquisirono qui quella ricchezza e potere che li avrebbe fatti ascendere al soglio pontificio.

Valencia è una città di mare, ma mica tanto, un sospetto lo avevo avuto.
Mi è piaciuta ma non tanto poichè è grande e fessa, per le potenzialità e le risorse che potrebbe avere, da terza città di Spagna, sfigura rispetto a città spagnole inferiori per grandezza.
E' una città di mare ma mica tanto perchè come Latina ,dove abitiamo, si trova in realtà in prossimità del mare, non sul mare che anche qui è a 7 chilometri circa, sebbene in questo caso non vi sia interruzione all'area urbana.
Esattamente come a Latina, se stai al centro il mare è come se non ci fosse, non si vede, non si sente, con la brezza frenata dai vicoli afosi. Proprio come il capoluogo pontino nostrano, essa nasce come avamposto agricolo, centro di raccolta per tutti i campi irrigati del circondario, le cosiddette huertas, nate sfruttando una fitta canalizzazione ( già iniziata dagli arabi ), con una deviazione totale del fiume Turia. Nulla quindi di così diverso dal disegno mussoliniano di Littoria, centro di smistamento e vendita dei prodotti agricoli provenienti dalla bonifica delle paludi pontine.

I coloni catalani da Girona, Lleida, Valle d'Aran ecc. , poi divenuti valenzani, non differiscono per mentalita' dai veneti de "tera" giunti da noi, quindi una mentalità essenzialmente diversa rispetto ai portuali, esattamente come un padovano o un trevigiano si differenzierebbe da un veneziano. Ed è un aspetto sostanziale. In questo modo la città può soltanto assomigliare ad un porto mediterraneo, ma non esserlo completamente, il rapporto è diverso, con i cittadini che si ricordano del mare solo in estate o per farsi la cenetta di pesce e finisice là.

Il catalano c'è ( ma guai a definirlo tale per non urtare orgogli campanilistci ) ma è risaputa la rivalità, non solo calcistica tra Valencia e Barcellona, nata dal soffrire un certo complesso di inferiorità (evidente ), e da qui un odio non solo per Messi ma anche verso l'indipendentismo catalano recente, quindi orgogliosamente valenzani ma orgogliosamente spagnoli e legati alla Guardia Civil ( che fu accolta con applausi dopo le retate a Barcellona ) ed al Re.

Porto vero è in realtà il Cabanyal, che era un villaggio separato da Valencia, e poi inglobato con la crescita urbana. Quindi la parte di città retrostante il porto reale ampliato con la Coppa America di vela. E l'architettura dei palazzi lo riflette, come la gente che ci abita. Lo stesso vale per Nazareh, quest'ultimo che ho potuto osservare solo in bus. Quartieri disgraziati ed irregolari di marinai sporchi e bambini scuri, scarafaggi e zingari con la chitarra in piazza. Potremmo essere nei balcani sarebbe uguale. Col mercato sbaraccato rispetto a quello scintillante ed oramai turistico del centro.

Essendo estate, il fulcro estivo della vita notturna sembra essere proprio il porto.
Fulcro è una parola grossa, anche qui la disciplina catalana prevale sulla briosità iberica, movimento sembra esserci solo il venerdì ed il sabato, con diversi locali chiusi in settimana o svuotati anche essendo luglio e con turisti presenti in città.
Los Arenes è una parata di taverne e giusto qualche bar, più in la' sono le strutture del porto ad ospitare alcuni american bar, ma per essere la terza città di Spagna, turistica ed in piena estate mi sembra poco se paragoniamo che città infinitamente più piccole e più fuori dai circuiti tipo Varna ( bulgaria ) hanno un'offerta pressochè uguale di intrattenimento tutta la settimana in estate.
La notte del venerdì la salterò per stanchezza, il clou resta il sabato e comunque non delude, ci mancherebbe pure visto il resto. Il porto è preso da un mercatino-festa dell'unità coi bonghi e da una mega festa per tutti noi, folle di giovani e meno giovani, diversi over 40, si accalcano ad un concertone di tecno e dance anni 90. chiedo il prezzo e ci dicono 60 euro a persona....cioè neanche Ibiza, chi aha organizzato avrà fatto i fantastiliardi quella sera poichè parliamo di migliaia di persone.
Declino e vado avanti, gli italiani vociferavano di un locale il Beach Club Marina, pubblicizzato anche all'aeorporto, passerò li' la serata clou, prezzo onesto 15 euro con consumazione, all'interno oltre 1000 persone comunque. Piscina ben clorata, tanti spagnoli ed italiani, compresi i ben noti addii alla singletudine. Età adatta anche agli over 30 ed over 40, grazie anche ai turisti vitelloni nostrani.
Particolare interessante scoppiano due risse, fatto molto raro, placcaggi all'americana e risolverà la Guardia Civile che ha priorità e giurisdizione nei porti.

La nightlife di Valencia inzia e finisce qui poichè nel centro le segnalate via dei Caballeros nel centro storico presentano giusto due piazzette scarsamente affollate e qualche baretto con i classici italiani che circolano festeggiando gli addii.
Per il resto solo luoghi per cenare, alcuni validi altri senza nota, di cui magari dirò. Alcuni bar con tavolini a Piazza della Regina e Piazza della Vergine, ma nulla di differente da tante città per passare la calura estiva.

Del centro storico vale la pena segnalare e vedere la cattedrale, nonchè salire sul campanile Miguelete, molto interessante il presunto calice del Santo Graal custodito al suo interno, la Vergine del coro protettirce delle gravidanze, i due inquietanti dipinti di Goya,la cappella dei Borgia, nonchè l'ampio museo annesso su tre livelli al cui piano inferiore ci mostra i resti della moschea islamica e della chiesa visigota antecedenti alla cattedrale con diversi resti di ossa umane.

Da vedere la Lonja, che non porta via più di mezz'ora che ha il significato delle trattazioni dei commerci ai temi aragonesi nella grande sala delle contrattazioni e della riunione del Consiglio del Mare.

Il mercato centrale, interessante come siano divenuti ambiti dai turisti i mercati, un volta non ci andava nessuno, ora le guide li segnano e via. E' una mini Bouqueria di Barcellona, tanti i prodotti comprese varietà ignote di pomodoro, alcune locali. Regno di frutta, prosciutti e formaggi.

Notevoli le due porte monumentali rimaste delle fortificazioni cittadine, Serrano e Quarts. Degna di nota la Redona, la piazza circolare nata all'interno degli edifici, legata alla lavorazione dei merletti cittadini. Il tutto ricade poi sui vesti tipici di Las Fallas, la ormai nota festa.

In relazione a Las Fallas vale la pena un salto al museo Fallero, gratuito la domenica, dove molte statue picccole, i ninots, sono stati salvati dal fuoco. La festa è Valencia e varrebbe la pena visitarla in quel periodo. Durante la nostra visita ci siamo accontentati però di seguire le preselezioni dell Mayora Fallera, la reginetta della festa, uno dei concorsi più storici, assurdi e combattuti delle feste di Spagna ( Malaga ha la regina della Feria, Las Palmas il Trans regina del Carnevale, ecc. ), quelli a cui abbiamo assistito erano quasi i preliminari di Champions, seguitissimi come evento mondano dalle varie confraternite e società locale nel parco del Turia, dove le ragazze lottano quartiere per quartiere con un tipico rituale di incoraggiamento e tipici costosissimi costumi tradizionali. C'e' anche la versione mini del concorso per le bambine.
E' una cosa seria e fa più parte di Valencia questo che la città delle Scienze, che è praticamente un corpo estraneo nella città.
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda Maxdivi » 19/07/2019, 18:10

Parte Seconda

La città delle scienze e delle arti è un complesso abbastanza nuovo in città. Notevole per dimensioni e forme è per lo più un'attrazione turistica ed un corpo quasi totalmente estraneo alla città. Solo a sera qualcuno del posto va a passeggiarci o correrci vicino. Per altro è motivo di controversie, oltre i costi per realizzarla, notevoli sono quelli per mantenerla, tant'e' che nei condomini di fronte al complesso sono esposti ai balconi diversi striscioni di protesta che pretendono più soldi spesi per servizi al quartiere anzichè interventi continui sulle strutture delle Scienze.
Per un disguido sugli orari non riusciamo a vedere l'Acquario, il più grande d'europa, che avrebbe aperto fino a mezzanotte solo il giorno dopo la nostra partenza. Grande rammarico ma le biglietterie che chiudno già alle 18 quando il complesso chiude alle 20 mi sembra un po' ridicolo. Ma c'e' da dire molto su questo.

Infatti una delle caratteristiche dei valenciani è difatti quella degli orari. Non c'e' infatti una regola precisa o non la rispettano. Qui tutto apre a casso di cane, diversi negozi in genere il sabato, o il sabato pomeriggio, chiudono :o Oppure c'e' scritto che dovrebbe essere aperto ma in realtà è chiuso. Con il risultato che anche in diverse vie centralissime sembra sempre sia domenica. Questo a sfatare mitologie varie che vedono gli andalusi fannulloni ed i catalani degli indefessi lavoratori.

Nel complesso tutto bello solo non si capisce perchè spezzarlo con un pericolosissimo ponte ad alto scorrimento dove corrono come pazzi con le auto. A proposito di questo, qui, in tutta la città, si corre con la macchina come matti, c'e' poco rispetto per il pedone, si usa molto il clacson per mandare al quel paese il vicino. Inoltre spesso si passa col rosso. Se lo fa invece il pedone si incazzano. Capita anche che non si fermino sulle strisce. Cosa abbastanza inusuale per la Spagna. Anche qui da sfatare il mito dei catalani/valenciani rispettosi delle regole e degli andalusi caotici. E si capisce quindi la passione dei catalani per la motoristica, che porta la regione ad avere diversi gran premi di motociclismo ed automobilismo.
Molto curiose le strisce degli stop in prossimità di curve e quindi non linee rette, un'omaggio all'architetto Calatrava che non ama le rette e preferisce le curve. Presenti solo a Valencia.

Al di fuori del centro resta poco o nulla da fare.
I giardini del Turia sono lunghissimi, ma sono svuotati, attraggono poco la popolazione nei fine settimana, probabilmente per due motivi: il primo sono le località sulla costa realtivamente vicine in estate ( il lago dell' Albufera ,Denia, Gandia, Calp, Benidorm, Alicante ) e complici gli orari commerciali che garantiscono la fuga nei weekend fanno svuotare la città favorendo le gite fuori porta. L'altro motivo è il caldo assurdo con un giardino che non dà frescura, vuoi perchè è interrato ( è un letto di un fiume prosciugato ) vuoi perchè il 90 per cento degli alberi sono palme che non garantiscono ombra. Ampia delusione ed idiozia progettuale.

Gli altri quartieri sono l'Eixample, che è una versione rimpicciolita dell' Example di Barcellona, con conseguente parata di vie ordinate e regolari ed edifici modernisti-liberty con facciate a statue e balconi in ferro battuto racchiusi tra viali alberati.

Russafa, almeno in estate delude, qualche ristorante attorno ad un mercato storico ma nulla di significativo, è più alla moda Dorcol a Belgrado a cui vagamente assomiglia.

Il cuore cittadino resta la piazza del comune con il bell'edifico delle poste ed altri edifici molto belli, la stazione ferroviaria del nord, esempio liberty, la via Colon trafficatissima di pedoni con i Corte Ingles a cinque piani che si susseguono, l'arena delle corride dove si organizzava un festival elettronico.

Gli altri quartieri sembrano nulla più che anonime borgate dormitorio. Compreso il Mestalla, dove soggiornavamo. Il quartiere si distingue per la presenza del noto stadio del calcio del Valencia, la nostra stanza proprio si affacciava sull'ingresso principale. Mi sembra che questa parte di città sia connessa solo alla stagione del calcistica e tutto viva in funzione di essa. Essendo a luglio il campionato finito, gli alberghi annesi sono semivuoti, le strade deserte, i negozi ed i bar quasi sempre chiusi.
Quasi sempre chiuso anche il baretto del noto Manolo el Bombo, mitico tifoso della nazionale spagnola presente in varie manifestazioni ( Spagna 82, Italia 90, ecc. ) col suo baschetto ed i suoi tamburi, epsosti nel mitico bar assieme a varie foto con celebrità e magliette autografate. Pensavo fosse morto invece sta lì ne suo baretto volgare, che però i locali non frequentano ( dà in effetti l' impressione di essere un po' zozzone ) preferendo il baretto cinese di fianco.
Il Mestalla è visitabile, ma solo con visita guidata. Il piazzale invece clamorosamente si anima quando la domencia mattina spunta un mercato dell'antiquariato come quelli attorno a napoli in cui zingari spagnoli, romeni, vecchi franchisti, matrone iberiche ecc. ecc. già in piena notte si scambiano tutto comprese le scarpe usate. Mercati del genere si vedono spesso ad Aversa, a Giugliano, ecc. sono una vera tradizione iberica.

I quartieri dormitorio che vanno fino al mare sono niente di più niente di meno di quanto si trovi ovunque in qualsiasi città spagnola, la pura volgarità del ruspo iberico, quindi palazzacci di borgata, marciapiedi marmittati, aiuole anonime, spiazzi con baretti dai sedili anni ottanta-novanta, adatti a sgranocchiare gamberetti e noccioline salate ed ettolitri di birra la sera, le tortilla di patate di giorno. In fondo ci piace anche così, l'Iberia volgare e cementificata franchistamente più simile all'europa socialista che all'europa occidentale, lontano dagli stili dei ristoranti per turisti francesizzati alla catalana del centro dove non si mangia così bene spendendo.

Molto meglio ricorrere al menu giornaliero dove te la cavi con 10-15 euro a persona con insalata valenzana, primo, secondo, dessert o frutta e bibita.
Da mangiare assolutamente la paella, il noto piatto cittadino, anche se è un piatto troppo asciutto per i miei gusti, che mi fanno preferire i risotti italiani. Asciuga troppo i frutti di mare ( che andrebbero proprio quasi messi alla fine cottura ) almeno i gamberi ed il riso che deve per regola presentare una crosta finale da raschiare col cucchiaio sulla pentola.
Anche la paella ci fa capire che Valencia non sia una città di mare, la paella valenciana, poco diffusa tra i turisti è difatti la paella con coniglio, pollo, fagiolini e lumache. Tipica delle huertas e dell'anima agricola da orto e pollaio di campagna della gente valenzana. Purtroppo ne risucirò a provare solo un versione senza lumache.
La più nota e commerciale invece è la paella di frutti di mare, c'e' poi quella ai frutti di mare ma condita col nero di seppia, quella di Astice, quella solo con verdure, quella mari e monti mista, e poi riso <<a banda>> ( che è il loro risotto quindi senza la crosta della paella ma risulta sempre più asciutto dei nostri ), i risotti a minestra, ecc. ecc.
Non mi è piaciuta neanche la feduja, che è una paella di spaghettini o pasta a tubetti.
Ottima la crema catalana ( dessert ), i pomodori valenciani, la frutta tutta.

Da bere senz'altro l'Acqua di Valencia, cocktail con spumante catalano, gin, succo d'arancia e ghiaccio. Attenzione che il gin rende una bibita rinfrescante molto alcolica.
L'altra bevanda è l'Orzata, ottima e tradizionale, che si realizza dai chufa locali. Si può gustare in locale tradizionale accanto ai fartons dolci (niente di che ). Oppure col clado ottima anche sottoforma di granita dissetante.
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Re: Maxdivi nel Levante

Messaggioda Maxdivi » 25/07/2019, 12:01

Parte Terza Oltre Valensia

Relativamente alla paella, e complice un autobus sbagliato preso a caso seguendo folle di gitanti locali per il mare, finiamo nel mare sbagliato, anzichè dirigerci alle note spiagge cittadine già citate e visitate ( Las Arenas, La Malvarrosa e la Patacona ), andiamo quindi direttamente in mezzo alle huertas oltrapassando il lago costiero dell'Albufera. Quindi la zona produttrice del riso spagnolo, con distese di risaie.

Tanta gente si ferma al Saler, zona di dune e pinete. Noi andiamo più a sud. Anche qui le somiglianze con Latina sono nette, il mare è identico per ambiente e qualità. Stessi colori, sabbia, flora ecc. El Saler ha la bandiera blu come Latina. Anche noi abbiamo un ecosistema lacustre costiero con dune, il Lago di Fogliano, che come l'Albufera è riserva naturale ed ospita svariete varietà di uccelli.
Tutte queste somiglianze mi fanno pensare e riflettere sul perchè Mussolini anzichè puntare alla Battaglia del grano, non abbia pensato ad una Battaglia del riso, che a mio giudizio per somiglianza di suoli, ben abbondanti di acqua ed ex paludosi, si prestava anche al territorio pontino.
Il riso di Valensia copre un terzo del riso totale spagnolo. Noi invece abbiamo piantato solo ortaggi e cocomeri, che comunque hanno anche le huertas valensiane.

Le località "turistiche" fuori Valensia ricordano le nostrane con anonime casette di pescatori o casette da affittare per i mesi estivi, comprese molte abusive ( come da noi ) realizzate troppo vicine alla spiaggia. Il tutto su un improbabile viale Mare Nostrum, che è un po' la fissa dei valenzani, date le note vicende tra Roma e Cartagine che interessarono questi luoghi.

Delle tre spiagge cittadine, la più chic è senza dubbio quella meno nota ai turiti stranieri e quindi la più nota e fuori dalla giurisdizione comunale, cioè la Patacona. Che però troviamo deserta causa un lunedì di brevi acquazzoni estivi.

Per finire buona impressione i valenzani, gente onesta, campagnola e provinciale nel profondo ad una attenta osservazione, città sicura in ogni dove, fedele alle sculture della porta dei peccati sulla Lonja, <<commerciare è lecito, ma va fatto in maniera onesta, rubare è peccato>>. Qui se un turista scorda gli occhiali il cameriere gli corre appresso per restituirglieli. Gente non di mare, ma che col mare è "costretta" o tollera a conviverci, molto ed amorevolemente legata all'Italia, seconda lingua del posto, anche studiata dai ragazzi, quindi anche tutti i camerieri, ecc.
Gente devota, molto legata alla Vergine degli Abbandonati, patrona e custodita nella chiesa piccola dietro la cattedrale. A lei è noto l'omaggio floreale delle Fallas.

Città che andrebbe sicuramente rivista nel suo clou, quindi durante Las Fallas di San Giuseppe a Marzo.
Città che, ancora, come Latina, ha le potenzialità per offrire molto di più di quello che presenta, ma sembra accontentarsi e semplicemente addormetarsi su stessa. Un vero peccato. Per Valensia un peccato ancora maggiore, poichè non è piccola, ma è la terza città di Spagna.

Detto questo ci drigiamo in bus verso la Costa Blanca nella sua capitale Alicante.....
Seviyorsun sen bebegim, canimsin benim
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Maxdivi
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