Sanremo e Italo Calvino

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Sanremo e Italo Calvino

Messaggioda Jena Plissken » 11/10/2011, 13:51

Le tue città non esistono, forse non sono mai esistite, per certo non esisteranno più, perché ti trastulli con favole consolanti….Il fine delle mie esplorazioni è questo scrutando le tracce di felicità che ancora s’ intravedono, ne misuro la penuria.
Se vuoi sapere quanto buio hai intorno, devi aguzzare lo sguardo sulle fioche luci lontane.

Italo Calvino Le città invisibili

La Sanremo di Calvino

Frase più adatta forse non esisteva per introdurre la Liguria che è stata protagonista della mia vita in questi quarant’ anni di fughe e ritorni, Liguria che mi ha dato i natali e che è stata protagonista della fanciullezza di Calvino, in quel di Sanremo, visto che il padre era nato nella della città rivierasca.
Calvino chiamato appunto Italo dai genitori che abitavano a Cuba e volevano mantenere, dando il nome legato all’ Italia al proprio figlio, il loro legame per la madrepatria, non pensavano di tornare in Italia a breve, come in realtà poi fecero nel 1925 per proseguire il loro lavoro di botanici.
Le piante esotiche, la natura e la ricchezza delle luci e dei colori del mediterraneo non possono non aver influenzato l’ immaginazione e la fantasia del piccolo Calvino, che troveremo in gran parte della sua opera, in questo regno dell’ abbondanza che era la Liguria non ancora stuprata dalla speculazione edilizia, dal cemento e dalle seconde case, in cui al posto di torinesi e milanesi in vacanza statica o mordi e fuggi avevano dimora una cospicua e ricca colonia russa e inglese che il fascismo e la seconda guerra mondiale spazzerà via.
Da questo regno del sole, della luce, dei parchi lussureggianti, fiabesco e da sogno non solo Calvino ma anche Monet fu stregato molti anni prima e ne parleremo a proposito di Bordighera, a due passi da Sanremo.

viewtopic.php?f=29&t=1466&p=29616&hilit=bordighera#p29616

http://www.lineadombra.it/mediterraneo/monet_1.php

I luoghi calviniani per eccellenza a Sanremo sono la villa del nonno sotto la Madonna della Costa e Villa meridiana, nell’ omonima via Meridiana al numero 62 ambedue con ricchi spazi verdi ma in generale tutta la vegetazione dei parchi di Sanremo a partire dalle sue piante provenienti da tutti i continenti può essere la partenza di un viaggio immaginario seguendo la provenienza delle piante, giunte da luoghi mitici, affascinanti, lontani, misteriosi.
Non possiamo dimenticare poi la strada che porta alla chiesa di San Giovanni Battista come esempio di un mondo rurale e contadino in cui lo scrittore conviveva e ritrovò nelle montagne del periodo delle lotte partigiane o il quartiere della Pigna, ancora oggi affascinante testimonianza di un mondo medievale e scomparso quello del borgo chiuso e quasi fortificato con i suoi stretti vicoli, la sua biancheria stesa, le persone sedute sui gradini che si conoscono tutte, i bambini che giocano in strada, un mondo che non esiste più nella città moderna, che evoca visioni di semplicità , ma anche degrado e povertà che ricorda la casbah africana e l’ oriente asiatico.

Ma ci sono anche diversi altri posti salienti che non si possono dimenticare quali il Teatro cinema Centrale costruito nel 1923 in stile liberty e art deco in cui Calvino passava i pomeriggi, stregato dal magico mondo della celluloide e da film inglesi e francesi che narravano di avventure in luoghi lontani e la passeggiata dell’ Imperatrice luogo di incontro e passeggio dei cittadini, sulle cui panchine Calvino e i suoi amici amavano disquisire di arte e storia.
Le eccentriche costruzioni sanremesi quali il Palais d’ Agra in via Borea 25 o la chiesa russa ortodossa a due passi del Casino non possono non ricordare alcune descrizioni delle città invisibili e sicuramente non potevano passare inosservate al giovane scrittore.

viewtopic.php?f=29&t=1370&p=25162#p25162

Questo ed altro era Sanremo, svuotata oggi del suo antico fascino e relegata oggi a palcoscenico e fondale di manifestazione e stereotipi quali il Festival della canzone o a città del Casino o dei fiori.
L’ unica cosa che resta immutabile è guardare il mare e sognare l’ altrove tipico di tutti gli abitanti delle città marinare di ogni latitudine ben presente in Calvino come in me stesso.

http://www.parchiculturali.it/sito/?page_id=98
L' ho vista e abbiamo bevuto assieme della vodka russa, e lei aveva ed ha degli occhi che sono capaci di convertire alla fede un boia coreano

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Re: Sanremo e Italo Calvino

Messaggioda giuli » 11/10/2011, 20:24

Leggendo della ricca vegetazione dei parchi di Sanremo il mio pensiero va al barone rampante, uno dei classici che preferisco in assoluto.
giuli
Ho appena percorso 100 Km
 
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Re: Sanremo e Italo Calvino

Messaggioda Jena Plissken » 17/10/2011, 15:58

giuli ha scritto:Leggendo della ricca vegetazione dei parchi di Sanremo il mio pensiero va al barone rampante, uno dei classici che preferisco in assoluto.


quoto si indubbiamente :)
L' ho vista e abbiamo bevuto assieme della vodka russa, e lei aveva ed ha degli occhi che sono capaci di convertire alla fede un boia coreano

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